Si ha, infatti, una visione antropocentrica, in cui l’uomo è al centro dell’universo, contro la precedente visione teocentrica della realtà, che vedeva Dio al centro e l’uomo sottoposto al suo volere; inoltre, l’uomo è “faber fortunae suae”, cioè artefice del proprio destino, in quanto può costruire la propria ricchezza e la propria felicità attraverso la sua fatica, la sua intelligenza e l’essere “buon massaio”, cioè un attento amministratore dei propri beni.